
Certificazione CE: molto di più di una semplice etichetta È possibile costruire una lampada UV che soddisfi tutti i requisiti indicati nella scheda tecnica: potenza perfetta, lunghezza d’onda perfetta… Ma se non presenta il marchio CE, probabilmente non riuscirà nemmeno ad entrare nelle fabbriche importanti in Europa o Nord America. Nel mondo dei sistemi di essiccazione UV su misura, quel marchio non è semplicemente un simbolo da esporre sul muro: è l’unico modo per far capire al cliente che il proprio prodotto non causerà danni alle strutture aziendali o interferenze nei sistemi elettronici utilizzati nell’azienda stessa.
La differenza tra “funziona” e “è sicuro” Il fatto che una lampada si accenda non significa necessariamente che sia sicura da utilizzare per dieci ore al giorno in un ambiente affollato. Quando costruiamo sistemi UV ad alta potenza, abbiamo a che fare con alte tensioni e grandi quantità di calore. Ecco perché diamo grande importanza alla Direttiva sulla Tensione Bassa (LVD) e alle norme relative alla compatibilità elettromagnetica (EMC). Queste norme ci obbligano ad essere estremamente attenti: controlliamo lo spessore degli isolanti, verifichiamo attentamente i percorsi di messa a terra. Se i cavi non sono correttamente collegati, uno scatto di corrente può danneggiare il sistema di alimentazione o, peggio ancora, causare un incendio. Si tratta di garantire la sicurezza.
Perché i documenti sono davvero importanti I clienti di fascia alta non cercano soltanto una lampada: cercano qualcosa che permetta loro di dormire serenamente. Quando collegiamo le nostre lampade UV a linee di produzione automatizzate, gli addetti all’assicurazione e agli ispettori di sicurezza chiederanno subito del marchio CE. Questo marchio indica che il prodotto rispetta le norme di sicurezza e ambientali dell’Unione Europea. Senza di esso, in pratica si chiede al cliente di correre un enorme rischio legale per la propria azienda. Capiamo che ottenere la certificazione richiede più tempo e aumenta i costi iniziali. Bisogna affrontare test rigorosi e gestire un elenco dettagliato di tutti i componenti utilizzati. È un processo complicato. Ma è l’unico modo per smettere di vendere semplicemente “componenti” e iniziare a vendere vere soluzioni industriali. È il “passaporto” che permette ai nostri prodotti di entrare nelle più grandi fabbriche del mondo.